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Palmipedone #76 —Meglio di no—

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Mi piace molto parlare, da sempre. E parlare è un’occupazione vera e propria, un’occupazione faticosa perché richiede una certa dose di esercizio, seria perché richiede un discreto quantitativo di studio: non è che puoi parlare se non hai argomenti, e non puoi nemmeno ripeterti all’infinito, again and again. Le persone si annoiano. Con ciò non voglio certo insinuare di essere particolarmente brava, a parlare. Mi ripeto spesso, io, e mi capita anche di non aver niente da dire, che poi a volte succede che la frase giusta si affaccia alla mente con dieci minuti di ritardo quando ormai non so più cosa farci (devo lavorarci su questa cosa della prontezza delle risposte, e pure su quell’altra cosa, quella di riconoscere una supercazzola quando ne sento una, sul riconoscerla subito, magari).

Essere amanti del flusso di coscienza verbale non implica per forza che esista qualcuno disposto ad ascoltarlo all’infinito in tutte le sue sfumature, in tutti i suoi contenuti. Ed essenzialmente è per questo che tengo un blog. Perché ci sono frammenti della mia coscienza che ho voglia di condividere con qualcuno, senza per forza dover appesantire l’esistenza di quei pochi uditori che ho scoperto essere in grado di sopportarmi o che, con molto tatto, fanno finta di non volermi prendere a sprangate. Dio ve ne renderà merito, figliuoli.

Aperta parentesi.

Era solo una premessa, quella.
Però è venuta troppo lunga.
E non so come attaccarci il post senza senso che originariamente volevo scrivere.
Quindi non lo scrivo.

Tanto parlava di galline, anzi di galline vecchie.
Di galline vecchie in menopausa che non fanno le uova.
Che poi non lo so se è vero che le galline vanno in menopausa, da vecchie.
Però forse è per quello che le usano per il brodo, perché sono ormai improduttive.
Mentre il brodo ci viene bene, saporito.

Però non lo scrivo, ‘sto post.
Meglio di no.

Chiusa parentesi.

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Palmipedone #71 —Il fattore C—

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A grande richiesta (di chi? ma quando?), pubblico la formula che serve a decretare quanto il nostro sedere si avvicini a quello che dovrebbe essere il sedere perfetto. Pare infatti che le caratteristiche del posteriore siano determinanti per la scelta del partner adatto alla procreazione, e, quindi, un fattore da non dimenticare nella teoria darwiniana dell’evoluzione delle specie. E non è che lo dico io, ma il Dott. David A. Holmes, professore di Psicologia all’Università di Manchester, che, a quanto pare, ha un sacco di tempo libero e una creatività davvero poco comune.

Comunque, la formula in questione è la seguente:

(S+C) * (B+F) / (T-V)

dove

S è la forma generale del sedere;
C è la rotondità delle natiche;
B è il fattore di rimbalzo;
F è la compattezza della natica al tatto;
T è la struttura della pelle:
V è il fattore verticale.

Seguono le scientificissime domande che servono per attribuire un valore a ciascun parametro (non siate oneste, tanto non vi controlla nessuno):

S – Forma generale – Quale delle seguenti descrive meglio il tuo sedere?
Una ciambella schiacciata (1 punto)
Una pera caduta dall’alto (2 punti)
Rotondo ma con tanti buchetti (3 punti)
Grande, ma più stretto che alto (4 punti)
Come una piccola pesca (5 punti)

C – Rotondità delle natiche – Come le definiresti?
Come un pezzo di formaggio (1 punto)
“Rotonde” come un uovo (2 punti)
A forma di pera (3 punti)
Due pompelmi rosa (4 punti)

B – Fattore di rimbalzo – Quanto è elastico il tuo sedere?
Una gelatina incontenibile (1 punto)
Balla per 30 secondi dopo un pizzicotto(2 punti)
Quando cammino i glutei non s’incontrano (3 punti)
Rimbalza solo mentre faccio sesso (4 punti)
Non si muove nemmeno durante l’aerobica (5 punti)

F – Compattezza – Descrivi la consistenza del tuo sedere
Ci si può perdere una mano in questo sedere (1 punto)
Se schiacciato, crea una fossetta (2 punti)
Non si riesce ad andare più a fondo di un centimetro (3 punti)
Sembra una pallina di lattice del cricket (4 punti)

T – Struttura della pelle – Descrivi lo stato della pelle del tuo sedere
Come quella di un bambino (1 punto)
Non omogenea, ma senza cellulite (2 punti)
Bucherellata nella parte inferiore (3 punti)
Piena di brufoli, cellulite e a buccia d’arancia (4 punti)

V – Proporzione verticale – Come si presenta?
Come due tette sfacciate (1 punto)
Simmetrico (2 punti)
Più grande nella parte superiore (3 punti)
Come un ingorgo di traffico (4 punti)

Fatto? Bene. Ora svolgete il complesso calcolo sopra indicato e voilà, ecco a voi il verdetto.
da 80 a 61 punti – Perfetto (e, dico io, sicuramente avete barato) !!!
da 60 a 41 punti – Pronto per la spiaggia (come sopra)
da 40 a 21 punti – Esercizio, dieta e speranza!
da 20 a 1 punto – Non toglierti mai i vestiti!
0 punti – Stai a casa!

Non so come dobbiate comportarvi nel caso il risultato vi venga negativo (cosa che potrebbe succedere qualora abbiate un sedere come un ingorgo di traffico, son cose che capitano, ma con la pelle come quella di un bambino), forse potreste prendere il valore assoluto del risultato (cioè senza il segno). Peggio ancora, potrebbe capitarvi la disgrazia di avere un sedere simmetrico, ma con la pelle non omogenea, seppur senza cellulite: allora dovreste dividere per zero… Io vi suggerisco di mandare una mail al Prof Holmes, chiedere spiegazioni, e, cogliendo l’occasione, di mandarlo a quel paese da parte mia.