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Palmipedone #2

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Dopo un’attenta riflessione credo di aver capito dove finisce l’infanzia e dove inizia la cosiddetta “maturità” ; l’adolescenza di per se non esiste, non definisce altro se non una serie di cambiamenti fisici più o meno repentini.

Ebbene, una persona può essere definita finalmente matura quando, scrivendo, non commette più errori di ortografia. Il che equivale a constatare che ormai si diventa grandi sempre più tardi, in contrasto con quello che, invece, è diventato normale affermare: “Questi ragazzi! Crescono sempre prima!”. Fisicamente, forse.

Prima (e non parlo di molto tempo fa, ho solo 21 anni, non 500) si finivano le scuole elementari avendo ben chiara la differenza fra la preposizione semplice a ed il verbo avere; era ovvio che una b ed una p fossero sempre precedute da una m e non da una n, che le parole terminanti in -zio, -zia non “volessero”  la doppia z. Non bisognava essere dei puristi della lingua per saperlo, ma dei modesti scolaretti di quinta elementare. Anche perché, attenzione, sto parlando veramente delle regole basilari, non dell’accento chiuso o aperto sulla e

E pensavo davvero (almeno fino a poco tempo fa) che anche oggi i bambini delle scuole medie avessero ben chiare queste differenze. Non solo non è vero (e per convincermene mi è bastato dare un’occhiata veloce ai compiti di scienze che mia madre stava correggendo l’altra sera), ma non è vero neanche che si tratta di un problema limitato ai teen-ager. Home-page di Facebook, prima riga, 4 errori:

“***** martedi và hai provini di amici”

Per la cronaca, ***** ha vent’anni, un’istruzione da scuola superiore e qualche mese di università alle spalle. Eppure non sa che sulla i di martedì dovrebbe esserci un accento, che, invece su va di accenti non ce ne dovrebbe essere nemmeno l’ombra, che Amici, in quanto nome di un programma televisivo, vuole la lettera maiuscola, e SOPRATTUTTO che ai non necessita di alcuna H.

Non so se il fatto che voglia andare ai provini di Amici spieghi tutta questa ignoranza. Nulla potrebbe. Ma è una prova inconfutabile a sostegno della mia teoria.

Maturità e grammatica vanno di pari passo.