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Palmipedone #199 —Tuàilait—

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Ciò che segue è il riassunto del primo film di Tuàilat (nel caso in cui vi stiate mangiando i gomiti per non averlo ancora visto) copiato ed incollato (a grande richiesta) da un vecchio monolgo su msn prontamente ripescato dagli archivi dopo aver udito oggi pronunziar cotali parole

Tuàilait è un bel film.

Beh NO.

***

Allora
c’è questa qua che si chiama Bella di nome e di fatto (pare) e ha cambiato scuola perché si è trasferita vivere con il padre in un paese triste e piovoso; nella nuova scuola non conosce nessuno e, pur essendo simpatica quanto Mercoledì della famiglia Addams e piena di vita quanto un bradipo morto, siccome è bella (pare), tutti sono amici suoi da subito
e poi c’è Edward Cullen che è un tipo strano con la faccia piatta ed il colorito cianotico che quando vede Bella ha degli incontenibili conati di vomito e lei pensa “forse è perché puzzo, fatemi sentire se puzzo [si annusa] no, non puzzo”, allora lo affronta
-ciao Edward io sono Bella perché mi odi?
-no bella (inteso nel senso di bella mia) non possiamo ESSERE AMICI, io sono cattivo
-no tu sei buono
-no, tu non lo sai, ecco
e poi Edward non va più a scuola, poi torna
-attenta Bella ti stanno per investire
e lui la salva e lei dice
-chi sei?
e lui
-non te lo posso dire, io sono cattivo
allora lei va su Yahoo Answer e scrive “lui mi odia. Xké?” e su Yahoo Answer le rispondono “lo vuoi un calcio rotante?”, “puzzi” e “attenta, forse è un vampiro”; comiciano quindi a venirle dei dubbi e, per chiarirseli, va da lui, lo prende per mano e lo porta nel bosco mentre c’è la musica di sottofondo (in tutto il film c’è la musica di sottofondo, e quando dico tutto intendo tutto), comunque lo porta nel bosco e gli dice
-io ho capito chi sei
e lui
-dillo ad alta voce
-sei un vampiro
-hai paura?
-ma anche no
-ottimo perché io non posso starti lontano visto che mi piace il tuo odore, tu sei la mia eroina, tu sei il mio barbecue, magari un giorno non resisto più e ti mangio
e lei, non si sa bene il perché, continua a strofinare il suo odore di ciccia su di lui e lui, che ha tanta voglia di barbecue, le dice
-occhei ci vogliamo amare?
-massì, amiamoci
però manco si baciano perché lui poi magari si sbaglia e se la mangia anche se lui è un vampiro buono perché mangia solo le bestie, non le belle, lui e tutta la sua famiglia sono vampiri: non invecchiano non dormono e hanno la pelle che al sole sbrilluccica e lei gli dice
-sei bellissimo
(lei è fortemente miope e contemporaneamente presbite mi sa)
-e lui le dice odori di barbecue
(lui è inquietante non poco e lei non si lava)
e niente poi la invita a pranzo a casa sua e a casa sua mica si mangia, quindi la invita per fare scena, poi vanno in camera di lui ma lui non ha il letto (e lei è visibilmente delusa) perché i vampiri non dormono e quindi
-mo’ che famo?
-balliamo?
-si balliamo
-anzi no, andiamo ad arrampicarci sugli alberi come le scimmie
e lui parte a razzo, giuro, parte a razzo con le gambe che roteano come quelle di Beep Beep quando “scappa” da Willy il Coyote e lei sospira, lei sospira per tutto il film, poi lui dice
-vieni a giocare con la mia famiglia a baseball
lei ci va, però là incontrano dei vampiri, altri, di quelli cattivi che pure a loro gli piace l’odore di barbecue però poi la ciccia se la mangiano e allora c’è questo vampiro cattivo che vuole a tutti costi la ciccia Bella e poi la insegue
-scappiamo
dice Edward
-scappiamo
sospira lei, e scappano, ma lei lascia la scia di ciccia e quello cattivo la insegue e allora fanno la lotta e quello cattivo muore perché gli staccano la testa però, prima di andare in frantumi (i vampiri senza testa si frantumano come la porcellana, brrr porcellana! -citazione per pochi-) morde Bella
-presto Edward succhia il veleno da Bella! (voce fuori campo di uno degli altri personaggi più o meno inutili)
-non posso, sennò me la bevo
-presto sennò diventa vampira!
-vabbè va
e se la succhia
-basta sennò la ammazzi
e quindi smette e poi lei va all’ospedale e si inventano che è caduta dalle scale come se a uno che cade dalle scale gli rimangono i segni di denti sulle braccia e comunque a lei ancora piace lui che poi perché non si sa, forse perché al sole scintilla come un diamante e i diamanti sono i migliori amici delle ragazze, e pure a lui l’odore di barbecue piace sempre e allora vanno a ballare e lei
-perché non mi hai fatto diventare vampira? saremmo stati insieme per sempre
e lui
-no perché sennò poi perdi il tuo odore di barbecue
perché quello che emerge dal film è che a lui di lei piace solo l’odore di barbecue, comuque lei gli dice
-trasformami adesso
lui gli dice
-sei sicura?
lei sospira (lei sospira sempre ed ha sempre l’aria attonita e fa strane mosse con la bocca, molto teatrali) insomma sospira emanando odore di barbecue e poi dice
-ma anche no
e poi (finalmente) finisce il film e pure quella maledetta musichetta che entra nel cervello.
Non ho manco nominato Jacob perché durante il primo film va ancora in giro vestito e ciò non lo rende degno di nota.

FINE

(ma non del tutto perché poi c’è il sequel, il trequel e da quello che ho capito pure il quadraquel. Siccome il secondo l’ho visto che stavo distratta non sarò mai in grado di farne un riassunto: per fortuna uno bello -e fedele- esiste già ed è quello della mia collega L.Wonka e ve lo consiglio spassionatamente perché è meglio del film. E di molto altro.)

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Palmipedone #198 —Allergici in generale–

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Via FFFFOUND!

Qualche anno fa ho avuto l’orticaria idiopatica. Senza causa alcuna. Semplicemente mi venivano delle bolle enormi tipo quelle da zanzara stronza (che è la zanzara che punge a tutte le ore del giorno e che ti sveglia la notte ronzandoti nell’orecchio, accendi la luce e scompare, spegni la luce e ti punge sulla palpebra e la mattina c’hai un occhio che manco fight club) e soprattutto un prurito da strapparsi la pelle che campavo grazie agli antistaminici e al borotalco. Perché? Perché sei un soggetto allergico, mi avevano detto. Allergico a cosa? Tecnicamente a niente, però un po’ a tutto.

Non mangiare le fragole,
non mangiare i crostacei,
non mangiare i cibi in scatola e surgelati,
non mangiare gli insaccati,
non bere alcolici,
non mettere l’aceto nell’insalata,
non mangiare il cioccolato,
non  mangiare i pomodori.

Nient’altro?
Ah sì, se puoi evita anche i kiwi.
Tanto non mi piacciono i kiwi. Che culo.

Mangiavo pasta in bianco e insalata scondita. Ma le bolle c’erano lo stesso.

L’OKI non c’era nell’elenco, l’OKI l’antinfiammatorio con il sapore più schifoso della storia, io avevo mal d’orecchio e provate voi a sopportare orticaria e mal d’orecchio insieme, voi uomini che c’avete il naso che vi cola e già vi sembra di morire, io non ce l’ho fatta: in dieci minuti la mia faccia si è gonfiata a dismisura e mi sentivo gonfiare anche dentro, la trachea, la lingua, ho pensato adesso muoio soffocata, può avere effetti collaterali anche gravi, gravi tipo la morte, ecco sto morendo sdrammatizziamo: toh che belle labbra sembro Taylor di Beautiful, però non respiro sto morendo. All’ospedale mi hanno detto i soggetti allergici non devono assumere FANS, cioè farmaci antinfiammatori non steroidei, tipo Moment, Aulin, Oki, Aspirina, Buscofen. Cioè tutti. Ma io l’ho sempre presi! E ora non li prendere più.
La mia faccia tornerà come prima?
Risate. Odio risultare divertente quando in realtà sono disperata.

Forse hai l’Elicobacter Pylori. E quasi ci speravo. Ho donato alla ASL la mia personalissima versione di Merda d’Artista, l’ho lasciata su di un carrello apposito perché al muro c’è un cartello per favore non poggiate le feci sul bancone, giuro. Sono andata a ritirare le risposta con la speranza di stare male. Di leggere un positivo con milioni di asterischi. E invece niente.

Mi hanno spiegato che l’istamina è come l’acqua in un bicchiere, che il mio, il quanto soggetto allergico, era sempre più che mezzo pieno, una specie di eccessivo ottimismo molesto, e che bastava poco per farlo traboccare. E quando l’istamina trabocca vengono le bolle. E io rispondevo sempre che non ero mai stata un soggetto allergico e poi allergico a cosa?, e loro ribattevano che si può diventare soggetti allergici, allergici in generale, anche a cinquant’anni. Così. Magari a causa dello stress.

E io ho scoperto che, nella vita, di colpo, si può diventare allergici anche ad alcune persone, magari dopo averne fatta indigestione, dopo aver preso le loro parole come insegnamenti, dopo aver elargito fiducia a bastimenti carichi carichi di. E niente. Di colpo ti scopri allergico. L’istamina trabocca. E non è un tipo di allergia che  si può mitigare con gli antistaminici, questa. L’unica arma che ti sembra di avere è lo sguardo assassino, per cui ne elargisci di penetranti ad ogni altrui parola sperando che la fonte si disintegri.

Sono una persona orribile #2

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– Siamo persone orribili?
– Naaa, non siamo persone orribili, Lois: i cavalli sono persone orribili [*]

Oggi una ragazza in macchina mi ha chiesto indicazioni per raggiungere l’Agenzia delle Entrate.
Sono una persona orribile. L’ho spedita all’Unicredit del rettorato. O forse sono una persona rincoglionita perché io, lì per lì, ero veramente convinta di averla indirizzata verso l’Agenzia delle Entrate. E invece no. Ho sbagliato di quasi tre chilometri e tante rotonde.
Sono una persona orribile, se ci fossero i centri di recupero per persone orribili anonime dovrei andarci e seguire il programma dei dodici passi e, al nono passo, fare ammenda (fonte Criminal Minds e questa roba qui).
Io faccio ammenda subito, scusa ragazza che volevi andare  all’Agenzia delle Entrate e io ti ho mandato da un’altra parte, sono una persona orribile (però così impari ad andare a trenta all’ora che era già tardi e per colpa tua e del fatto che mi hai chiesto indicazioni ho fatto ancora più tardi. Oh.) .

Palmipedone #192 —Amo/2—

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fare le boccacce ai gatti guardandoli negli occhi,
l’altalena,
i sassi bianchi e tondi,
i riflessi di luce cangianti sui bassi fondali sabbiosi,
gli alberi quelli che mettono prima i fiori rosa e poi le foglie,
i bottoni,
le foglie secche,
il cioccolato bianco,
l’origano,
correre,
le tisane alla frutta,
intralciare il percorso delle formiche,
camminare come un’equilibrista (pittosto scarsa) sulle bordure delle aiuole,
usare termini desueti,
il verde scuro,
gli elenchi.

Palmipedone #165 —Senza titolo/6—

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Ci sono delle belle parole che nessuno usa mai, tipo oblio,
oblio è una bellissima parola che la pronunci e ti ci senti affogare dentro, con quella b che è come una sabbia mobile, dici oblio e ci sei immerso,
ci sono delle parole perfettamente azzeccate, che se non ci fossero bisognerebbe inventarle, tipo volubile,
che è come siete voi uomini, uomini intesi nel senso di masculi, volubili, ché prima incoronate la reginetta del ballo e ve la litigate e poi la vendereste su ebay base d’asta sessanta centesimi che mo’ hanno alzato il prezzo del caffè.
Ci sono parole che sono adatte solo per descrivere le cose di dentro, io però è un periodo che evito di guardarci; per riprendere il titolo di un bel blog è un periodo che navigo solo in superficie, ché a guardare dentro, nel profondo ho ancora un po’ la paura di trovarci qualcosa che non mi piace (perché, intendiamoci, lo so che c’è, le pulizie le ho fatte io nascondendo la polvere sotto ai tappeti, ma per il momento sta bene lì, è un fare lo struzzo al contrario, guardarsi intorno, riempirsi gli occhi di colori per dimenticare il buio che c’è sotto la sabbia o almeno per non pensarci, prima o poi farò le pulizie di primavera, ecco, magari a primavera).
E a risparmiare sulle parole finisce che mi ritrovo a risparmiare anche sui concetti, scrivere delle cose di superficie è più difficile che semplicemente guardarle, il risultato è sempre un disegno fatto male, una foto sfocata, non è il mio campo, la superficie.
Questo blog me lo sto perdendo per la strada, anzi, la strada si disfa.
La sua strada.
La mia.

Preghiera di uno che si è perso e dunque, a dirla tutta, preghiera per me.