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Palmipedone #212 —L’Essere®—

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[Meravigliosa parodia/variazione al maschile del post precedente, pensata e realizzata da un illuminato Idoneità Marrone. Di mio c’è solo il contributo citazionistico in apertura (ingombrante, non autorizzato, monofonte).]

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Fossi figo indosserei vestiti trendy,
certe volte son dei capi orrendi
che a nessuno li rivendi.
[EeLST – Fossi figo]

Vado a zonzo indossando occhiali scuri griffati
così nessuno si accorge che ho sempre le pupille dilatate.
[EeLST – Storia di un bellimbusto]

C’è un amore in ogni borsello.
[EeLST – Ragazza che limoni sola (uomini col borsello)]

L’Essere® Omo non è uno stato del verbo: è un sostantivo, tipo “anvedi che Essere®!” mi sono spiegato? No? Allora, forse si è Omo per colpa di una cosa che si ottiene per diritto di nascita, e intendo il carattere sessuale primario. Ma quello è un deterrente, un finto traguardo, un falso dio. No, il vero Omo si vede dall’accessorio. Ed è un’altra cosa rispetto al Maschio:

Tanto per cominciare un Maschio le scarpe le chiama per nome, non di marca, ma di modello perché è importante far capire agli amici che lui “c’ha l’ultimo modello”. Alle femmine questo serve meno, perché un paio di Gimmi Ciù è pur sempre un paio di Gimmi Ciù, il valore della scarpa è quello. L’Essere® non sa che scarpe ha: sa che ce le ha, sente l’odore che sale da sotto al letto dove le tiene. Non ha idea di come siano fatte, o di come siano finite ai suoi piedi, ma sa che il loro unico scopo è evitare di acciaccare un ricordino direttamente con la nuda pelle.

Il Maschio cammina un po’ ondeggiando, con dei grandi  occhiali da sole, un piede davanti l’altro, lentamentemente, perché, anche se fa il parcheggiatore abusivo si sente un uomo d’affari. L’Essere® cammina per andare da un punto A un punto C (e ne farebbe volentieri a meno), fermandosi al punto B per comprare un trancio di pizza da 374g  .

Un tempo il Maschio era privo di borsa; adesso porta le tracolle. Tracollo dello stile moderno. Tracotanti ostentazioni di un desiderio di femminilità inespresso. Rinnova tutto il guardaroba,  ma purtroppo la tracolla rimane, sulla tuta come sul completo Dolce e Gabbana. L’Essere® ha solo le tasche dei pantaloni, come il Maschio, solo che lui le usa.

Un Maschio dice D&G (diengi) e H&M (eicenem). L’Essere® D&G lo pronuncia da  sempre “dolce e garbata” o “voltagabbana” o “accaeemme” perché per lui sono la stessa cosa.

Ciò che distingue un Maschio da un Essere®, è il contenuto della tracolla-tasche. Anzi no. Non è assolutamente vero. Gli oggetti sono i soliti 4. Cellulare-portafogli-chiavi di casa-chiavi della macchina. Il Maschio ha l’agenda per tenere a mente gli impegni, ma non la usa (è ancora nel cellophane), ma spesso ha una moglie che funge da blocco note. L’Essere® evita di prendere appuntamenti per non vivere nell’ansia di doverci andare (“da un punto A a un punto C in un tempo ben definito? Siam pazsi? E se poi il punto B è chiuso e mi tocca allungare per cercarne un altro?)

Il Maschio ha il burro di cacao e il lucidalabbra, una limetta per le unghie (ricostruite), l’amuchina e una crema per le mani. Nel salone della sua estetista dove si reca a giorni alterni. L’Essere® no.

Il Maschio fa la doccia, ma solo per allenarsi ad assumere pose provocanti-conturbanti mentre il volume d’acqua delle cascate Vittoria finisce nello scarico per rispondere alle sue brame di beltà. L’Essere® si è lavato una volta da bambino, ma ha ricordi confusi dell’accaduto e non è nemmeno troppo sicuro che sia accaduto.

Il Maschio indossa biancheria coordinata: come con cosa? Ma con i pantaloni! Il colore della mutanda “deve” fare capolino dal bordo pantalone per poter Essere® vista, quindi abbinare  pantalone jeans chiaro con mutanda arancione catarifrangente è un must. Ora pretenderete che vi dica delle mutande dell’Essere®.  Beh no, scusate ma non ce la faccio.

Sia il Maschio che l’Essere® non portano mai i fazzolettini di carta: questo per poter dire

Ilà che ce l’hai ‘n fazzoletto?

Nel pieno della coerenza.

Non sono un Maschio ma nemmeno un Essere®. Per ora  quando esco metto in tasca una penna e la mia moleskine.

Palmipedone #162 —Diario di una ggiovane romana—

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Ciò che segue non è opera mia (ché io c’ho ancora i postumi del vairus del bloggher): si tratta di un vero e proprio capolavoro scaturito dalla fantasia del mio amico Idoneità Marrone (Visagista delle Dive la cui arma segreta è il filler calcareo), il quale si è sua volta ispirato all’elenco di ciò che più odio al mondo (lo trovate qui di fianco) per dipingere magistralmente il ritratto della classica persona che non mi dispiacerebbe prendere a sprangate evitare di incontrare nella mia vita di tutti i giorni (perché sì, ne esistono siffatte).
Mi ha detto “Te lo regalo, fanne quello che vuoi”, io l’ho reso ancora più odioso con l’aggiunta di qualche k qua e là, ma non ho nessuna intenzione di usurparne la proprietà intellettuale.

Piesse: l’immagine, invece, è collegata a ciò che amo (cioè i disegni fatti male). Via alphabet soup.

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So ‘na giovane ragazza di 50 anni ke je piacciono le riviste di gossip, ma leggo solo i titoloni grossi tipo LA HUNZIKER VISTA A PASSEGGIO A NOCERA CON UN CANE DALLO SGUARDO AMBIGUO e poi guardo tanto le figure ke tanto se uno c’ha da nasconne qualcosa tipo ke va coi trans lo capisci dalla faccia. Cmq l’altro pomeriggio stavo a giocà a Farmville e intanto me smangiucchiavo un kiwi con tutta la buccia ke poi me li so finiti allora me so attaccata all’uva ke c’ha quei semini asprognoli ke me li rigiro in bocca per due ore…
Ansomma stavo a giocà al computer e me telefona n’amica mia ke me fa “Aò ma l’hai visto che vennono la smart nova, quella FUCSIA?” “Nooo, ma dai peccato che c’ho pochi soldi senno me la compravo, mò scusa ma c’ho casa piena de bestie che voleno, tipo zanzare, api, licaoni sta roba qua te devo lascià”. Insomma j’avevo buttato lì na bujia, ma nun è ke so stronza, è ke magari de smart fucsia ce ne stavano poche e allora so corsa fori e me so imbarcata p’annà a pijamme la smartuccia mia. So arrivata dal tipo ke venne le macchine e c’era ne folla ke aprite cielo allora ho cominciato a spintonà tutti “A stronzi levateve da li cojoni ke c’ho fretta” ma tanto glielo so ke non se sò scansati perché pensano ke le donne guideno male…

(Idoneità Marrone)