Palmipedone #217 —Solo a me?—

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Voi altri bloggher con l’acca ché altrimenti mi vien da leggerlo dolce come si legge piogge,
voi bloggher,
ma pure voi altri che scrivete cose che poi rimangono solo vostre,
voi
che lavorate all’uncinetto con le parole e ci ricamate storie, poesie, canzoni,
voi
che i vostri pensieri li acchiappate prima che se la svignino per sempre per organizzarli, per capirli, per capirvi, ché certe cose cominciano ad esistere non nel momento in cui le pensi, ma quando le scrivi,
voi
che usate i due punti anche quando dovete spiegare qualcosa, non solo quando vi servono un paio d’occhi per una faccina sorridente,
insomma, voi

lo rileggete mai quello che avete scritto in passato?

Solo a me fa lo strano effetto di quando riguardo miei vecchi scritti autografi che io stessa faticherei ad attribuirmi se non fosse per il nome vergato sulla seconda di copertina in versioni non ancora stabili della mia calligrafia, prima spigolosa, poi palloccosa, poi fluttuante tra una riga e l’altra, poi fluida, poi essenziale (la versione attuale, forse definitiva, è la 18.0.3)?
Solo io quando mi rileggo dopo nemmeno troppo tempo provo una sensazione di imbarazzo mista a incredulità, quella sensazione che una volta su dieci mi fa dire brava, Ilaria, brava, cinque volte su dieci mi fa dire spàrati, Ilaria, spàrati e le altre quattro non mi fa dire niente perché manco finisco di leggere tanto è l’imbarazzo?
Solo a me succede di non capire una cosa, di riordinare le idee scrivendola, di capirla, di ritrovarmela fra i piedi tempo dopo nella forma scritta di quando stavo disperatamente cercando di elaborarla e, quindi, di sentirmi ridicola adesso che non dico che so come va il mondo, ma quella cosa sì, quella forse l’ho capita e col senno di poi non era poi tanto difficile invece ci sbattevo la testa come una cretina, per di più rendendomi pubblicamente cretina, senza decenza alcuna? (ci va il punto interrogativo perché era partita come domanda, poi si è persa)
Solo a me, se in un momento di follia rileggo ciò che ho scritto e arrivo a cose più vecchie di due, tre settimane, prende un colpo che quasi ci resto secca?

Solo a me?

[Le persone che mi incontrano dopo tanto tempo mi dicono sei sempre uguale. Ma che ne sapete voi, io basta che vado due tre post indietro che, subito, non mi riconosco più]

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  1. A me capita di rileggere delle cose scritte un po’ di tempo prima e spesso mi fa impressione. Un paio di volte ho perfino cancellato degli articoli perchè m’imbarazzavano tantissimo!

    • Io resisto alla tentazione di cancellare quello che m’imbarazza perché altrimenti cancellerei più o meno mezzo blog tranne un piccolo “rettangolo di presente”.

  2. Lo dicono anche a me , non sei cambiata , sei sempre la stessa.
    Io leggo una cosa che ho scritto un anno fa e penso “ma l’ho scritto davvero io?”

  3. Io scrivo diari fin da quando ero piccola. Non c’erano i blog, non c’era Internet. Penso di aver sempre scritto i miei pensieri di un particolare momento apposta per poterli poi rileggere dopo 1, 10, 20 anni o più e potermi ricordare delle sensazioni, delle emozioni, di com’ero in quel momento. Perchè tutto passa troppo in fretta, e questo mi fa incazzare non poco: fin da piccola ho sentito questo svanire troppo veloce delle cose e dei pensieri, degli amori, della bellezza, del dolore, di tutto.
    Oggi riguardo sia i miei post (relativamente pochi) ed i miei appunti molto precedenti con benevolenza, tenerezza, a volte incomprensione. A volte ritrovo invece degli aspetti totalmente identici ad ora e spero siano quelli che voglio mantenere e non semplicemente trascinati dietro per inerzia. Ma cerco sempre di non giudicarmi, così come un attore non deve giudicare il personaggio che va ad interpretare, ma comprenderlo. Mi capita raramente che qualcuno mi dica che sono sempre uguale, sia perché non è vero, né fisicamente, né caratterialmente, sia perché sono a contatto con pochissime persone che abbiano con me una relazione da così lungo tempo da poter giudicare.
    Ho imparato ad accettare che gli “altri” non si fermano ad osservare troppo a lungo e troppo in profondità – ovviamente eccezioni a parte, per fortuna tante! – e non si pongono troppe domande. Per questo quando questo tipo di persone mi chiede come sto, così, tanto per chiedere, spesso non rispondo ed evado la domanda rispondendo con un’altra domanda o con qualcosa che non c’entra nulla.
    Quelli cui interessa sono pochi, ma ci sono. E te ne accorgi, perché non ti chiedono come stai: lo capiscono da sé.
    Un abbraccio forte e Buona Vita !

    • I miei buoni propositi di tenere un diario sono sempre falliti dopo la seconda pagina perché non lo trovavo così diverso dal parlare da sola. La prospettiva di rileggermi nel futuro non mi ha mai attirato più di tanto, pensavo che sarebbe stato come riguardare una vecchia foto della mia “fase brutta”, tipo quella preadolescenziale o giù di lì, ed imbarazzarmi per quanto gli altri, a quel tempo, potessero vedermi brutta. E in effetti è questo che, a volte, mi succede, ma non per tutto ciò che ho scritto: ci sono dei pensieri che sono estremamente felice di aver conservato, ragionamenti che sono orgogliosa di aver condiviso, storie che sono entusiasta di aver raccontato. Ci sono (piccole) sofferenze che rimpiango di aver messo in piazza e sono prevalentemente queste quelle che m’imbarazzano. L’aver preso continuamente, in questo blog, direzioni diverse, alternando un monotono snocciolare di lamentele personali ad un euforico racconto di cose che apparentemente non mi riguardano poi molto (che però dal momento che ne parlo vuol dire che qualcosa con me c’entrano) mi fa sentire, se non estremamente mutevole, almeno piacevolmente lunatica (e questa è una mia caratteristica che non emerge nell’immediato e per chi, come dici tu, non si sofferma a guardare, o più probabilmente non ne ha la pazienza -perché io sono un essere veramente fastidioso, all’inizio-).
      I “pochi ma buoni”, di cui conosco per fortuna l’esistenza, sono sempre esclusi da tutti i miei discorsi dal retrogusto cinico. E lo sanno.
      Grazie per il commento, ricambio l’abbraccio e gli importantissimi auguri!

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