Palmipedone #216 —Acciderbolina—

Standard


(Via Bookshelf Porn, un tumblr che io ci vado a nozze)

Io ho una vera e propria passione per le librerie, specialmente per quelle piene e per quelle degli altri: mi piace guardare i libri che dormono sugli scaffali, scovare quelli che conosco, scoprire i criteri con i quali sono disposti o la loro totale assenza. Mi piacciono quelle di legno e che del legno hanno ancora il colore, quelle coi pannelli sul retro, quelle che, invece di grandi e spaziosi scaffali, hanno piccoli scomparti quadrati concepiti a misura di libro che comunque non è mai una misura standard (e per fortuna, perché i gradini fra un libro e l’altro, pure quelli, mi piacciono e le costine di colori vivaci, tutte diverse); mi piacciono le librerie che partono dal pavimento ed arrivano fino al soffitto, quelle in mezzo alle quali si aprono porte, finestre, cabine armadio, passaggi segreti, Stargate, camini per viaggiare con la Metro Polvere, specchi che si attraversano e di là ci trovi il Jabberwocky.

Io non ce l’ho una libreria così: la mia non parte dal pavimento, non arriva al soffitto, sullo sfondo si vede la parete che di certo non è di legno, i ripiani sono quadrati sì, ma ampi e profondi, i libri sono in doppia, terza fila, e in orizzontale sopra gli altri, anche. Quindi la mia passione trova il suo sbocco prevalentemente nell’osservazione delle librerie degli altri.

Ieri in tivvù c’erano Fazio e Camilleri a casa di Camilleri che parlavano di qualcosa che non so cosa fosse perché in quel momento io guardavo la libreria alle spalle di Camilleri, e l’ho fatto fino a quando non è comparso improvvisamente un terzo conversante, cioè il signor Sellerio, che alle spalle aveva una porta o qualcosa del genere, non una libreria, allora ho cominciato ad interessarmi a ciò che andavano dicendo e cioè che la Sellerio ha già altri quattro libri di Montalbano già pronti e io allora ho pensato acciderbolina, che a dir la verità non è stato proprio acciderbolina, ma a volte è bene parafrasare, insomma ho pensato acciderbolina, altri quattro? Voglio dire, nella libreria di cui sopra, di Camilleri di libri ci sono già ventuno, più quattro fa venticinque, ho pensato acciderbolina, come si fa a scrivere 25 libri senza mai ripetersi, io mi ripeto di continuo, nel corso di giorni, a volte nel corso di ore, figuriamoci nel corso di 25 libri, e allora ho pensato acciderbolina, forse è anche questo che rende grande uno scrittore, la capacità di non ripetersi mai, non tanto nella storia che fa da filo conduttore al racconto, ma nei particolari, nel contorno, nel condimento che a mio parere è quello nel quale si tende a raccontarsi più che altrove e quindi, poiché (nonostante gli sforzi) si è sempre gli stessi, a dire sempre le stesse cose. Acciderbolina, ho pensato, forse è questo a rendere grande uno scrittore.

O forse è la sua libreria: quella di Camilleri era proprio bella.

Annunci

»

  1. Acciderbolina! Hai detto Jabberwocky e non Ciciarampa! Che cosa meravigliosa!

    Ad ogni modo condivido la tua passione per le librerie altrui e il tuo odio per le scaffalature profonde che costringono alla doppia fila: se conservo un libro vuol dire che lo vorrò riconsultare e voglio che sia disponibile in ogni momento. Perchè obbligarmi a una scelta sofferta e ingiusta? Operare una selezione di “testi da frontespizio” è crudele. La tua libreria dice anche chi sei…è importante che a un visitatore terzo mostri il suo lato migliore.

    Detto questo la mia libreria è piena di fumetti. In prima-seconda-terza fila. Sigh.

    • In realtà, per fare la strafiga con il nome in lingua originale, sono pure riuscita a sbagliare: ho scoperto or ora che Jabberwocky in realtà l’aggettivo di Jabberwock, dire Jabberwocky è un po’ come dire Ciciaramposo. Che poi nella traduzione che ho io esso si chiama il Ciarlestone, e secondo me è una resa migliore se si considera “Jabber” nella sua accezione di “ciarlare”. O forse no.

      Io ho in prima fila Harry Potter e il Signore degli Anelli. In terza fila Pirandello, Verga. In seconda il dizionario di Latino (ma in quel caso la terza fila non c’è perché è “profondo”).
      Sigh.

  2. Devo dire che non amo molto Camilleri, non mi piace il modo in cui scrive (anche se sono siciliana) però mi piace quello che scrive.
    Comunque il punto non è questo. Anche a me piace molto guardare le librerie, perdermi tra i titoli e le copertine e intanto pensare a quelli che ho letto e a quelli che mi mancano e vorrei leggere. Essendo molto ordinata, mi piace vedere librerie ordinatissime, magari a scomparti, con volumi catalogati secondo qualche criterio. La mia purtroppo non è così. All’ingresso, in casa, ho una libreria in legno enorme, ma ci sono troppe cose sopra; i miei libri sono messi là a caso, senza un ordine particolare. Chi ha il tempo di metterli per titolo o per autore? 😦

    • Potrei azzardare un’ipotesi e cioè che non ti piace il modo di scrivere di Camilleri proprio perché sei siciliana: per noi non-madrelingua c’ha un po’ il fascino dell’esotico e allo stesso tempo è reso comprensibile dal fatto di essere “italianizzato”. Una roba del genere nel mio dialetto dubito che riuscirei a tollerarla.
      Io invece sono molto disordinata, tuttavia mi piacciono le librerie ordinatissime, ragion per cui riordino più spesso la libreria dell’armadio con risultati poco durevoli (ma non solo per colpa mia 🙂 )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...