Palmipedone #200 —Di Texas, Sanremo e Strategismo—

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Chili si scrive come i chili però si pronuncia diverso. E nonostante sia un piatto tipico della cucina tex-mex ne vanno pazzi solo i texani. I messicani no. E in quello vero non ci vanno i fagioli. A proposito di Texas, poi, ho scoperto che howdy è il tipico ciao Texano, che se vai in Texas e non senti almeno un howdy allora devi essere sordo.

Poi.

Erano giorni che avevo in testa l’idea di compiere una specie di analisi a fini statistici sui testi delle canzoni di Sanremo, convinta che la parola più ripetuta sarebbe stata AMORE, ché Sanremo è il trionfo del sentimentalismo struggente

Bisogna sempre per forza parlare d’amore? [*]

A Sanremo sì, e infatti

Creato su Wordle.net

Scontato.
Amore, sole, cuore, mare, voglio, vita, cielo, sogno, chiamami, Amanda. Amanda: a me fa sempre venire in mente una citazione da un film di e con Pina Sinalefe:

Che cazzo dici, Amanda?[**]

E, grazie a questo esplicito richiamo cinematografico Albano è arrivato terzo. Grazie a questo ed in minima parte anche grazie all’entrata trionfale sulle note di (I Can’t Get No) Satisfaction che con Albano ci azzecca quanto il signoraggio bancario con lo strategismo sentimentale, quanto l’amore col sistema economico che mai vi sareste pensati fossero collegati e invece.

Indice de “Il Labirinto Femminile”

Purtroppo le pagine in questione non sono comprese nell’anteprima,
purtroppo dell’anteprima non sono riuscita ad andare oltre pagina nove perché de Il Labirinto Femminile è orrenda anche l’impaginazione, la scelta del font, il colore del font,
roba che devono essersi impegnati perché manco la formattazione predefinita di Word è così brutta,
roba che ti vien voglia di scrivere alla casa editrice chiocciola hotmail, giuro, chiocciola hotmail,


e magari chiedere pure come si fa a pubblicare un’indecenza di tali dimensioni, scritta (male) in un italiano forzatamente vecchio nel vano tentativo di innalzare a livello letterario bassezze del genere ‘na birra e quattro chiacchiere fra uomini:

in non so quanto tempo trascorso sprofondando nell’immaginazione di indurti con l’evidenza della mia dedizione all’amoroso assoggettamento simbolico del lasciare che ti prendessi da dietro usando la pazienza e le parole più affettuosamente prive di ritegno per renderti cedevole al punto da non potermene più dimenticare (pag 9).

Uso più punteggiatura io. Il che è tutto dire.

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