Palmipedone #182 —Mezzo post—

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Dall’alto della mia pressoché infinita conoscenza delle dinamiche umane e nello specifico di quelle maschili sviluppata quasi integralmente nell’ultimo anno di un’esistenza prevalentemente vissuta nella convinzione che la bontà, le buone intenzioni e i sentimenti nobili crescessero su comunissimi alberi selvatici e avessero l’aspetto di succosi frutti resi ancor più buoni dal vantaggio di essere alla portata di tutti

che si sa poi quando diventi più o meno grande per sfatare certe convinzioni radicate bisogna per forza sbatterci il naso, i mignoli dei piedi e certe volte nemmeno basta, perché se fanno male sembra quasi colpa tua che mamma non ti ha fatto resistente agli urti, altre volte capisci, altre volte ancora ti rassegni come quando trovi quello a cui non piacciono i fichi e quello che preferisce il lato oscuro della forza, a volte bisogna rassegnarsi ché se non ci fossero i cattivi non si potrebbe nemmeno parlare di buoni,

dall’alto, insomma, di questa erudizione lampo, ma molto (anche troppo) ragionata, costruita utilizzando come mattoni testimonianze altrui e come calce me, molta me, innalzandone i muri come se fossero gli strati di un tiramisù, con la calce che come la crema di mascarpone straborda ovunque in modo informe,

perché io sono una che con le proprie interpretazioni, a contrario di quanto accade con il sale, tende ad abbondare, ad esagerare, una dalla paranoia facile, una che in ogni azione ci vede ventitré interpretazioni possibili -almeno-, una che in ogni parola di significati ipotetici ce ne legge quarantasei, una che è essenzialmente per questo che è controllata, perché se non si controlla non capisce dove sbattere la testa e nella migliore delle ipotesi le viene una crisi isterica di pianto e poi muore, c’è scritto nelle istruzioni:

[…] Disattivare la funzione Autocontrollo potrebbe causare instabilità del sistema. Il vostro esemplare di Magica Ilaria 1.0 non è progettato per operare in condizioni di autocontrollo-off per un periodo superiore alle 24 ore. Una mancata riattivazione della funzione autocontrollo potrebbe generare una crisi di pianto inconsolabile. Sono riportati sporadici casi di morte. Abbiate cura del vostro esemplare di Magica Ilaria 1.0 ed il suo funzionamento sarà impeccabile per tutta la vita. Trascuratelo e andrete all’inferno (e guardate che Satana è cattivo). Sigla!!!

Magica Ilaria con il tuo sorriso chissà dove arriverai (ad un modesto impego!)
Magica Ilaria vestita di tela piroette tu mi fai (ma pochissime!)
Con le tue gambe abbastanza snodate l’emozione che ti dà
di una notte ricca di accessori (ma tutti mediocri) tra le fate giù in città! *

insomma da questo privilegiato punto di vista volevo illustrarvi le caratteristiche che contraddistinguono particolari tipologie di uomini, ma siccome ho fatto un’introduzione lunga una quaresima ve le racconto un’altra volta (saltando l’introduzione) sperando che Babbo Natale mi porti in dono una confezione di pertinenza DOP.

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  1. Primo: sei una muratrice scadente se la calce ti cola dappertutto. Secondo: dovrebbero arrestarti per plagio. Terzo (c’è sempre un terzo): al Babbo chiedi anche la sintesi DOC.

    • Primo: lo so, è per quello che ho scelto di fare il fisico. Che furbona.
      Secondo: non è plagio, è un tributo, una specie di cover per iscritto. Non è che ora si possono mettere ad arrestare tutte le cover band. E poi io ho dichiarato le mie fonti.
      Terzo: la Gulliver una volta mi disse “questa ragazza ha il dono della sintesi”. Ora, visto che la Gulliver non mente mai, presumo di avercelo veramente da qualche parte e, a giudicare dalla sempre scarsa lunghezza delle mie tesine è effettivamente mal distribuito.

  2. Non l’avevo mai scritto perché non sento che sia del tutto giusto che un blogger dica a un collega come dovrebbe scrivere… però, visto che se ne parla… be’, io un po’ di volte ho iniziato a leggere i Palmipedoni, ma poi… mi sono perso! Non ho capito più cosa stavo leggendo! 🙂
    Tu sei una persona creativa e questo mi piace, solo che a volte fai delle frasi..ehm… un po’ lunghine? 🙂
    Se collegavi la sintesi al tuo “mestiere”, be’, personalmente non sono troppo d’accordo, la comunicazione e quindi la sintesi credo servano in ogni campo nonché nella vita in generale. Però ammetto che un po’ di anni, da informatico, la pensavo come te.
    Per riequilibrare queste opinioni non troppo clementi, colgo l’occasione per dirti che il tuo “Amo” mi piace molto, e nell’ordine mi hanno molto colpito: i sorrisi inaspettati; ascoltare; il rumore della pioggia

    • Caro Gabbiano,
      è un po’ che mi segui e ti sarai accorto che all’inzio questo blog non era così, in preda alla completa anarchia sintattica, punteggiatura autogestita inclusa.
      Perché all’inizio il suo scopo era diverso: era quello di comunicare dei concetti, sempre in maniera indiretta d’accordo, ma in modo che arrivassero a pacchetti: pacchetto, concetto, comprensione (opzionale) pacchetto, nuovo concetto. Non è che adesso la necessità comunicativa sia defunta, per carità, ma ha cambiato completamente destinatari (la destinataria principale sono io), e, quindi, forma espressiva. Capisco che non sia proprio facile, ma non credo nemmeno così incomprensibile se si legge con lo spirito di lasciarsi portar via dai pensieri e non con quello del riuscire a guardarne il fluire standosene fermi. Io non pretendo che mi si capisca sempre, probabilmente nemmeno lo voglio, altrimenti farei le frasi minime (che le so fare, non è che no, chiariamoci). Non sono Joyce, non sarò mai una scrittrice, non voglio esserlo, il fatto che le mie frasi siano troppo lunghe per qualcuno mi dispiace, ma non sono disposta ad accorciarle, per ora. È un periodo in cui mi serve fluire. Magari un giorno ricomincerò a pensare, a parlare e a scrivere a scatti. Qualcuno sarà più contento. Qualcun altro, magari, no.

      • Beh, per noi bimbi di quinta elementare è difficile sillabare frasi così lunghe! E poi usi parole così difficili!
        P.S. E tu basi le tue affermazioni sulle parole della Gulliver???

      • Prima di tutto il gioco: ho distribuito 32 errori sintattici e grammaticali nel testo qui sotto. Trovateli!
        Ora, visto che qui si fa della letteratura, con annessa critica, mi divertirò, come al mio solito, a fare il supponente e borioso professore (pur sapendone meno di tutti) e ribadirò concetti lapalissiani, certo che alla fine sarò odiato da tutti. Per questo manterrò l’anonimato.
        La scrittura, differisce dalle altri arti, per la difficoltà di esprimere i concetti servendosi di “mattoni preformati”; in tal senso ha valore il lessico dello scrittore, che tanto più è ampio, tanto più consente di modellare con precisione un concetto espresso. A fronte del lessico tuttavia, è opportuno padroneggiare le tecniche con innata bravura, prestando attenzione a tutte le figure grammaticali, fonetiche e retoriche, che compongono l’opera. È proprio di queste tecniche che vorrei dire, in quanto a ben osservare, se ne riscontra un uso pregevole e spontaneo da parte dell’autrice di questo blog. Un esempio di ciò, lo abbiamo nel citato Joyce (James non Kelly), che trasmetteva attraverso lo scarno uso della punteggiatura, un senso di inquietudine e una difficoltà espressiva che certamente non appartenevano all’autore, ma che viceversa voleva essere tratto saliente dei suoi personaggi spesso confusi e combattuti, nel pubblico e nell’intimo dei loro pensieri. Una tecnica quest’ultima che mi sembra particolarmente calzante con il post in questione. Altra tecnica è quella di usare un termine fuori dall’usuale contesto, un neologismo, un vocabolo dissonante o proprio di un livello lessicale differente, per creare nel lettore un senso di sorpresa e far convergere l’attenzione su un punto (come se un pittore dicesse “Hei guardate questo punto qui come mi è venuto”). Di questa particolare tecnica era un maestro C. Bukowski. Infine c’è la citazione. Un espediente pregevole per avvalorare le proprie tesi, rendendole oggettivamente condivise e mettendo il lettore in una psicologica ( e spesso non percepita) situazione di “inferiorità numerica”, che lo induce spesso a dubitare delle sue opinioni, specie se contrarie alla tesi espressa dall’autore. Questa tecnica è senza dubbio un piccolo capolavoro della retorica, come ci racconta il Dott. Aesserre Setfano nei suoi due più recenti successi, “Parlare citando? Perché no!” e “Da Tarzan a Popper. L’uomo che Cita”.
        Con questo è tutto. Per domani fate l’analisi del testo, e ricordate: i verbi in blu e i palindromi in fucsia.
        Ps. Chiedo scusa all’ultrice per questa dissertazione poco attinente al post. Dirò solo che non mi piacciono i fichi e sono passato al lato oscuro della forza da tipo 24 anni…
        Pps Questo intervento non ammette diritto di replica, fatta eccezione per l’eventuale opinione discordante del nostro ministro dell’interno che sarò felice di ospitare nel mio Talk show mattutino delle 5.00 am su RetePandaIdrofobo all’interno della rubrica “ditelo a Idoneità Marrone”


        (“Hei ma non dovevi mantenere l’anonimato?” “ Si perché?” “ Azz..ti sei sputtanato nell’ultima riga!” “Ommaporc….Vabbè tanto chi vuoi che legga fino alla fine?”)

      • Collega Palmipedona, proprio perché sapevo che chiunque può rispondere questo, cioè proprio per questi motivi, perché il blog è personale e ci fai quello che ti pare, non ti avevo mai scritto niente. Purtroppo un po’ mi dispiace perdermi, era quello che in un certo senso volevo esprimere.
        Io leggo le frasi in un flusso dall’inizio fino al punto, e quando questo punto non arriva mai, mi ritrovo ad avere finito… il fiato.
        Va be’, scusa egregia, ma volevo comunicarti il mio feedback non richiesto.

    • @Magò: io ho un altare con la foto della Gulliver e tutti i giorni accendo dell’incenso davanti ad una cornice con il suo ritratto (di profilo, tipo Conte di Urbino, o forse era un Duca). Tutti dovreste venerarla.

      @IM: io ho letto fino in fondo, e non è affatto poco attinenente, anzi (ancora una volta è meglio del post; tuttavia non ti ucciderò, padre, sento c’è del buono in te, torna l’Heiniken Skywalker che eri, sounds good)!. Mi ritengo fortunatissima ad ospitare tali dissertazioni ricche di riferimenti colti, primo fra tutti quello allo studioso di citazioni Aesserre Setfano, e di complimenti alla sottoscritta che probabilmente saranno pure immeritati, ma come si dice ogni scarrafone è bello a papà suo, quindi grazie, padre.

      @Gabbiano:

      non ti avevo mai scritto niente

      .
      Ci sono degli scrittori, dei signori scrittori, che usano le frasi brevi ma non la suddivisione in capitoli. Che non c’è mai un’interruzione in cui ti puoi legittimamente prendere una pausa per pensare, un respiro fra le righe, niente.
      Io quei libri non li leggo. Non ci riesco. Ma la colpa non è dello scrittore, che magari è uno tipo Màrquez, per dire. È mia.
      Non è che il tuo feedback sia non richiesto, è un pochino pretenzioso, tutto qui.

      • Ciò che mi ha mosso a scrivere il commento è stata ovviamente una mia personale difficoltà, come sottolinei tu nei confronti di alcuni scrittori. Perché non credo di potermi permettere di giudicare cosa sia scritto bene o meno, considerato per esempio che non conosco più quale sia l’uso corretto del punto e virgola.

        Il discorso sulla sintesi è ortogonale a tutto ciò, perché specie in alcuni ambiti è certo apprezzata, ma questo è un mondo un po’ come quello di Alice.

  3. io voglio la magica Ilaria 1.0…. ma la domanda principale è………… le provocano disagio queste gerbere???? vorrei provare a curala con un infuso di finocchio…

  4. Mi accodo a stefoasr, dove si compra la magica Ilaria?Va a batterie?Ha una garanzia base di 2 anni estendibile a 4 oppure è come un fottuto prodotto Apple e costa cara pure la garanzia?

    • La prossima settimana in edicola il primo numero con le orecchie e gli snodi per le ginocchia di Magica Ilaria 1.0 (scala 1:1)!!!
      Per iniziativa editoriale la vendita del primo numero di Magica Ilaria 1.0 è abbinata a quella di Santini da collezione; per soli 9.99999999999999 euri potrete avere un paio di orecchie, un paio di ginocchia, Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova (volendo li puoi dare ad Ursy).
      La prima uscita eccezionalmente a 9.99999999999999 euri, le uscite successive un 9 si sposta a far compagnia a quello solitario a sinistra, la destra rimane comunque nettamente in vantaggio.

      • Proprio a dei santini dovevi allegarlo??Non potevi che ne so allegarlo a trial di videogiochi?T_T
        Va beh voglio una magica Ilaria e con i santini ho risolto anche il problema dei regali di natale a Ursy 😀

  5. A me questa cosa delle frasi infinite piace proprio. E’ come quando appoggi la testa sul cuscino la sera e cerchi di rilassarti e non pensare a niente, ed invece pensi a tutto insieme, i pensieri si fanno parole, colori, suoni, profumi e si legano uno all’altro senza alcun senso logico apparente ( però c’è, diavolo se c’è!). Oltretutto non è per nulla facile scriverle mantenendo il nesso logico, la sintassi e tutte le regole della lingua italiana. Io di una donna con il tuo senso dell’ironia, seppur spesso amara o amarognola, e la tua capacità di approfondimento senza che questo diventi costante paturnia, mi innamorerei follemente. Essendo donna eterosessuale ( spesso mi dico “purtroppo”…) mi limiterò a comprare la magica Ila in edicola ! Un abbraccio forte, carissima.

    • Be’, vorrei sottolineare comunque come in passato abbia detto a Ilaria che scriveva come Salinger, e mica per scherzo, perché io a parte qualche pazzia sono molto serio. Le frasi lunghe a me non piacciono, va bene, comunque questo non toglie che lei sia molto creativa e acuta. Ho trovato questo blog cercando, appositamente, qualcosa riguardo alice nel paese delle meraviglie, e devo dire che c’è tutta 🙂
      Ho chiesto la magica Ilaria in edicola, ma mi hanno detto che era finita.
      Buon Natale, collega Palmipedona

      • Io l’ho detto che sono una che s’imparanoia facilmente: su quest’aspetto della comunicazione poco comunicante, poi, sul fatto che non tutto quello che scrivo risulti chiaro, lampante, universalmente comprensibile tendo subito a mettermi sulla difensiva, risultando saccente (lo sono) e acida (pure quello sono), a Natale più che mai. Mettiamoci un punto, và; tenterò di seminarne di più anche nei miei prolissi scritti. 🙂

        Buon Natale anche a te, collega volante…

  6. Pingback: Palmipedone #183 —Sbrilluccicare— « "Non calpestare i Palmipedoni"

  7. ahahahahah “””il Dott. Aesserre Setfano nei suoi due più recenti successi, “Parlare citando? Perché no!” e “Da Tarzan a Popper. L’uomo che Cita”.”””

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