Palmipedone #148 —Però è tardi—

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Ognuno c’ha i suoi tempi, ognuno c’ha i suoi metodi: i miei tempi sono lunghi, chevvelodicoaffare, i miei metodi sono prevalentemente fallimentari, tipo questo di riempirmi la giornata per non pensare, che mi credevo che per me l’unico modo per sfuggire al mumble-mumble fosse non avere tempo, e invece adesso mi ritrovo mille cose da fare, beh mille no diciamo cinquanta, e mentre le faccio mi viene pure da pensare, che visto che l’Ilaria multitasking ancora non l’hanno inventata, per pensare mi interrompo e fisso un punto nel vuoto, e perdo tempo, e rimango indietro con le cose che dovevo fare, mica che mi obbliga qualcuno, però ecco c’ho una tabella di marcia che non rispettarla sarebbe veramente autodeludente, e i minuti sfuggono e io sogno la pace interiore, ma soprattutto quella esteriore e invece è sempre tardi e bisogna correre, rosicchiare i quarti d’ora.

Sono stanca.

Ognuno ha i suoi tempi, ognuno ha i suoi metodi. I miei metodi non si adattano ai miei tempi. I miei metodi non si adattano a me.
Ed è un problema.
Che mi piacerebbe tanto approfondire.
Però è tardi.
Quindi ciao.

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