Palmipedone #138 —La giornata del signor S.—

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Il signor S. la mattina si sveglia guardando il soffitto. Poi si alza, e, come tutti i signor S. che si rispettino, fa quello che deve fare per cominciar bene la giornata. Che infatti presto comincia. Con un lungo bacio alla signora S., una delle tante che vivono nella sua casa. Dovete infatti sapere che il signor S. ha un vero e proprio harem di signore che si chiamano tutte signore S., alcune sono così uguali fra loro che il signor S. a volte le confonde l’una con l’altra, altre si riconoscono perché hanno le guance più paffute, altre ancora sono grasse, talmente grasse che si chiamano in un altro modo, si chiamano signore P., però il signor S. queste non le ama in particolar modo, che ci volete fare son gusti.

Il signor S., dicevamo, ha un harem di 11 signore S. in casa; fuori casa, poi, nel giardino, tiene prigioniere altre 12 signore S., che lui chiama le S. da esterno; quando è fuori, però, il signor S. preferisce alle signore S. da esterno i signori G., che son la sua vera passione: e son lunghi baci, è amore. Ma è anche sofferenza perché i G. sono austeri, son duri, son grigi, e qualche volta il signor S. si stanca di loro e si ripromette mai più e invece.

Ma avevamo lasciato il nostro signor S. nell’atto di baciare la signora S., non abbiate paura, è ancora lì, e lì resterà ancora per molto. La sua giornata è caratterizzata da lunghi baci, che si interrompono solo per cambiare partner. Ha una sola regola il signor S.: mai la stessa partner due volte di seguito. Per il resto non ha limiti di tempo, a volte percepisce la stanchezza, la pesantezza, e allora si interrompe.

Qualche volta, nel pomeriggio, il signor S., accompagnato dalle sue ancelle le signore G., si reca al parco. La cosa che gli piace di più del parco è incrociare gli sguardi della gente, perché, come tutti i signor S. di bella presenza, gli capita di essere guardato. E se ne compiace. Poi gli sguardi insistenti e i gesti volgari lo infastidiscono, ma non può farci niente se non ordinare alle sue ancelle di portarlo lontano, alla svelta.

Qualche altra volta, il signor S. esce la sera e incontra e bacia signore S., signore P., più raramente signori G., tutti sconosciuti. E qualche volta è piacevole, qualche volta meno.

Quando arriva alla fine della sua giornata, capita che il signor S. si guardi allo specchio e si trovi ingrassato, e come è possibile, direte voi, visto che il signor S. non si nutre di cibo, ma di lunghi e noiosi baci (a stampo)? Il signor S. crede che sia proprio dei baci la colpa, che questo premere l’uno contro l’altra/o per stare amorevolmente incollati gli allarghi il volto, che lo renda, per così dire, quadrato. E anche qui si ripromette mai più, di cambiare vita, e invece poi l’ultima azione della sua giornata è baciare il signor L. Ed è il bacio più lungo e più dolce di tutti. Il più bello.

***

La giornata del signor S.
(Storia di un sedere)

I personaggi (in ordine di comparsa):
Il signor S. …………………………….un sedere
La signora S. …………………………una sedia
La signora P. …………………………una poltrona
La signora S. da esterno………….una sedia da esterno
Il signor G. ……………………………un gradino
Le signore G. ………………………le gambe
Il signor L. ……………………………il letto

Questa storia è ispirata alla reale giornata del mio signor S. ed è a lui dedicata.

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