Palmipedone #129 —Spellando un peperone (giallo)—

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Poco fa stavo spellando un peperone, uno giallo (non vorrei che poi vi fate venire in mente una immagine sbagliata, di me che sbuccio un peperone rosso, no, il peperone era giallo). Ed era cotto sul barbecue. E scottava. E io stavo lì che tentavo di staccare totalmente la pellicina sbruciacchiata, perché poi se me ne capita un pezzetto in bocca io lo so che mi da fastidio. E quindi ho cominciato a pensare, mentre massacravo il mio peperone, a tutte le cose che mi danno fastidio, tipo mi da fastidio che mentre spello un peperone mi vengono in mente mille pensieri, io vorrei semplicemente stare lì a fare la sguattera a compiere un lavoro di spellamento meccanico, invece penso. Penso che mi da fastidio che tutti mi dicono cosa non dovrei fare, chi non dovrei essere, cosa non dovrei dire, mi danno fastidio quelli che mi dicono tu non lo sai perché non l’hai mai provato (ma che ne sapete voi), mi danno fastidio quelli che quando mi parlano mi vengono troppo vicini, mi danno fastidio i capelli di Phil Collins negli anni 80, mi danno fastidio quelli che io gli regalo la mia anima e loro la usano come il settimanale nel portariviste in bagno, cioè per intattenersi nel momento della popò, mi da fastidio questa pellicina maledetta, che non viene via, mi da fastidio questo caldo, che ti si attacca addosso, mi da fastidio la lucetta destra dello specchio del bagno, che continuamente, sibilando, fa contatto e si spegne, mi danno fastidio quelli che, mentre cammino, mi urtano violentemente e non mi chiedono scusa, mi da fastidio avere la cavalleresca precedenza di bere alla fontanella del parco quando vado a correre così tutti possono guardarmi il sedere, mi da fastidio che in ogni canzone che sento ci trovo un riferimento alla mia esistenza, mi da fastidio chi non mi risponde ai saluti, mi da fastidio che non riesco a essere sgargiulla sempre e comunque, mi da fastidio che sono una pignola del cacchio, mi da fastidio che piango come se la mia occupazione principale fosse quella di sminuzzare cipolle, mi danno fastidio le zanzare, e pure i vicini molesti e impiccioni, mi danno fastidio quelli che parcheggiano in seconda fila e poi scusa era solo per cinque minuti, mi danno fastidio gli alternativi-a-tutti-i-costi, mi da fastidio questo peperone che scotta e non si spella, mi danno fastidio le assenze improvvise (ma pure quelle programmate), mi da fastidio che sono integerrima, mi da fastidio che non so dire le bugie, mi da fastidio la compagnoneria, mi da fastidio sentirmi dire che sono intelligente, è una di quelle constatazioni che sarebbe meglio tenere per sé (e farne buon uso) invece di usarle come premesse per discorsi che inevitabilmente conterranno almeno un sad trombone, mi da fastidio che sono superba e, per compensare, mi ricopro continuamente di merda, mi da fastidio che sono distratta, mi da fastidio che non riesco a smettere di pensare a tutto quello che mi da fastidio e soprattutto mi da fastidio questo peperone giallo del cacchio che non si vuole far spellare. Quindi basta.

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  1. Pensa un po! A me danno fastidio i Genesis degli anni ’80 e i normalisti ciellini che vengono in dipartimento come se dovessero portare il perdono divino in quel buco di satanisti, e lo pensavo mentre tagliavo la mozzarella da mettere nel panino.

    • A me i Genesis non dispiacciono, ma i capelli di Phil Collins sì, quel similparrucchino biondiccio e calante mi infastidisce profondamente.
      E poi mi dan fastidio anche gli indottrinatori. E gli indottrinati. E la mozzarella che si prosciuga nel panino, rendendolo molliccio, tramutandosi in un pezzo di gomma tiepida. Ma, data la mia ormai provata ignoranza sul fronte “spellamento peperoni”, non mi sorprenderei di venire a conoscenza anche di un trucco per preparare perfetti panini con la mozzarella…

    • Ps: due cose mi hanno colpito, che non sai dire le bugie e che sei integerrima. Mi ci sono un po’ rivisto, e forse, non hai allora nemmeno mai copiato a scuola? 🙂 Lo sai, Gandhi scriveva proprio questo nella sua autobiografia, che non aveva mai copiato

      • Non so se il fatto di non aver mai avuto bisogno di copiare sia stato in realtà uno stratagemma per supplire la mia totale mancanza di furbizia (il che dubito comunque che mi porterà ad essere come Ghandi, visto che io, ai cretini, provo spesso il desiderio di dargli fuoco…-poi non lo faccio mai, sia chiaro. Il fumo mi arrossa gli occhi-).
        😀

  2. Il segreto per spellare i peperoni alla brace è lasciarli raffreddare in una busta di plastica chiusa. Ah, il porta riviste al bagno è la salvezza di ogni intestino pigro.

    • Ecco qual era il trucco, maledizione, la busta di plastica.
      Lo sapevo che c’era qualcosa sotto, sono un’inetta.

      (Essere la salvezza degli intestini pigri, poi, non è che mi faccia tutto questo onore…)

  3. madò non ti va bene mai nulla… vorrà dire che la prossima volta nel parco berrò prima io e ti farò vedere il mio di CULO… (oddio scusa dovevo dire SEDERE!?!?)

    p.s. è sempre un piacere leggerti… anche se lasciatelo dire… tu non lo capisci perchè non lo hai mai provato………………..

    • Cosa? L’intestino pigro? Ah, ragazzo mio, quante (poche) cose non sai!!!
      PS: Passino i termini scurrili, ma tutti quei puntini…(…………..). Sì è vero, non mi va bene niente.
      😉

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