Palmipedone #114 —Ignoranza. La mia.—

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La mia ignoranza, nell’ambito delle cosiddette scienze naturali, è veramente impressionante. Ho sempre avuto degli insegnanti non dico incompetenti, perché per affermarlo avrei  dovuto almeno ascoltarli parlare di scienze, ma nullafacenti, svogliati, disinteressati e disinteressanti. I professori disinteressanti sono la specie peggiore che esista. Ho vaghi ricordi delle elementari perché risalgono ad un periodo ormai remoto della mia esistenza

(anche se qualche volta compaiono nella mia memoria nitide immagini di episodi che credevo fossero definitivamente caduti nel dimenticatoio:
ricordo la pagina del libro con La cavalla storna che ho creduto per un sacco di tempo che storna fosse il verbo per indicare il verso della cavalla, tipo la mucca muggisce la cavalla storna e invece ora lo so che i cavalli non stornano, però che storna vuol dire che ha il mantello punteggiato da macchie bianche come lo sturnus vulgaris l’ho scoperto solo adesso, ma non adesso in senso lato, proprio ora, ché mica lo sapevo;

ricordo che, in prima elementare, quando facevamo degli esercizi di lettura, mi annoiavo a morte perché gli altri leggevano lentissimi e tenevano il segno con pollice facendolo scorrere sopra le parole in modo rumoroso, e, prima che loro arrivassero a metà, io avevo già finito di leggere tutto; allora ricominciavo daccapo e contavo quante volte riuscissi a ripetere l’operazione prima che lo sfortunato e lentissimo lettore di turno arrivasse fino alla fine. Una noia mortale le letture collettive; quando toccava a me dovevo sempre sentirmi dire qualcosa tipo vai più lenta solo che io non ci sapevo andare più lenta di quello che secondo me equivaleva già a parlare il balenese e allora facevo durare tanto i punti e le virgole e sbagliavo le parole apposta, così, per prendere tempo;

mi ricordo quel tema sui cani, che presi benino (=cheschifezzaèmaiquesta?) nonostante mi fossi documentata persino sull’enciclopedia, quella con le pagine, quella di carta, ma io non ce l’ho mai avuto un cane, non ce l’avevo allora e non ce l’ho nemmeno adesso. Fra l’altro non ho mai provato un amore viscerale nei confronti del mondo animale, non amo gli animali, non li amo e non li odio, semplicemente ci sono, ne prendo atto e li rispetto. Amo le piante, io, specialmente gli alberi vecchi, nodosi e contorti, però dovevo fare un tema sui cani, non sapevo che scrivere e quello che scrissi era talmente penoso che presi benino).

Ho vaghi ricordi del periodo delle elementari, dicevo, ma nel periodo delle medie e delle superiori me lo ricordo benissimo che di scienze non ho imparato nulla. E mia madre (che, ironia della sorte, insegna anche scienze) mi dice che è una vergogna, che non posso non sapere certe cose, che dovrei prendermi uno dei suoi libri e, se non proprio studiare, almeno sfogliarlo. Ogni tanto lo faccio (perché magari lo trovo in giro per casa), e allora faccio scoperte degne di Rieducational Channel: lo sapevate che le lumache sono ermafrodite (però non possono autofecondarsi)? Lo sapevate? Io no.

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  1. Si lo sapevo! Si chiamano ermafroditi insufficienti. E tu lo sai che sia i ditteri che le blatte si riproducono per anfigonia? Sapevatelo, su Rieducational Channel!

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