Palmipedone #112 —Colori—

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Nasci e in dono ricevi una scatola di pastelli, da 24 pastelli, una via di mezzo fra i miseri 12 e i lussuosi 36.

Cresci e, mano a mano, ti dicono disegna il mare, disegna il cielo, disegna il prato, disegna le case, disegna le persone, disegna il sole, disegna i tramonti. È così che finisci il blu per l’acqua ed il celeste per l’aria, il verde per l’erba ed il rosso per i tetti, il rosa per la pelle degli informi personaggi che vagano per il foglio, il giallo per il sole e l’arancione per la luce di sera, per la luce di sera che va scomparendo.

Sei grande, più o meno, ed hai solo colori scuri: verde bottiglia, grigio, varie sfumature di marrone, ocra, un blu impenetrabile ed il nero. Eppure ancora ti dicono disegna il mare, disegna il cielo, disegna il mondo come lo vedi. Per quanto tu possa impegnarti il risultato sarà sempre buio, cupo, e ti diranno che sei una persona triste, che non sei capace a goderti la vita.

Sei grande, ormai, ed hai solo colori scuri: verde bottiglia, grigio, varie sfumature di marrone, ocra, un blu impenetrabile ed il nero. E poi hai un pastello bianco, intatto. Loro ti dicono disegna il mare, disegna il cielo, disegna il mondo come lo vedi. E tu prendi un cartoncino nero, il tuo pastello bianco e, sfumandolo con il dito, ci disegni sopra il mondo, come lo vedi:

è luce.

È luce, luce e continua attesa di un regalo: una nuova scatola di colori.

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