Palmipedone #97 —La dissenteria vocalica, ovvero l’Amore ai tempi del Faccialibro—

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Ciao, mi piacerebbe avere un telefonino
che manda messaggini con tantissimi caratteri,
così potrei scriverti Ti amo con un milione di o,
e verrebbe pressappoco così:
Ti amoooooooooooooooooooooooooooooooo…
[Paola Cortellesi “Wooden Chicks” – Non mi chiedermi]

Sul faccialibro, data la facilità di digitazione, le o sono almeno un miliardo. E così i puntini di sospensione (oppure quelli escalamativi) che seguono una qualsiasi affermazione povera in senso, ma ricca in vocalizzi. Una vera e propria dissenteria vocalica mostrata a tutti senza alcun pudore.

Io, invece, lo scriverei con una sola o. E dopo ci metterei pure un punto. Ti amo. Punto. Frase minima che ti casca in testa come un mattone, roba che o ci rimani secco o che, almeno, ti fa male, ma un male bello, che te lo ricorderai per sempre come quella volta che ti sei chiuso le dita nello sportello della macchina o ti sei consumato le ginocchia sull’asfalto cadendo dalla bici, con lo stesso grado d’intensità, pungente ad ogni rievocazione, così pungente che fa male. Ma un male bello.
E mai, mai, lo scriverei su Facebook.

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