Palmipedone #59 —Insonnia—

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Stanotte ho dormito poco e male, e, per una volta, non è stata una questione di testa; non è che avessi troppi pensieri, cioè i pensieri ce l’avevo, ma erano i soliti, quelli ai quali sono abituata, quelli che tutte le sere saluto, salve! Come state oggi? Sempre uguale. Bene, pure io. I soliti più qualcuno nuovo, ma nulla di particolarmente inquietante.

Semplicemente è che avevo i piedi freddi. E io non riesco ad addormentarmi se ho i piedi freddi. Il mio solito metodo di starmene ferma come una mummia per scaldare un pezzetto di letto, in modo che se poco poco sposti una gamba fuori dal confine lo senti che il lenzuolo lì è freddo e allora te ne rimani trincerata nel cantuccio a fatica reso ospitale, non ha funzionato. Perché io sentivo che il letto si scaldava, ma non i miei piedi. Cioè praticamente era caldo fino alla zona delle caviglie perché se ci spostavo i piedi lo sentivo che era caldo. Ma loro niente, non ne volevano sapere di farmi dormire. Due pezzi di marmo avevo al posto dei piedi, stanotte.

Dopo circa due ore di sopportazione  mi sono decisa con riluttanza ad allungare una mano verso il cassetto dei calzini. Freddo era il mondo fuori dal mio letto. Un mondo freddo e buio. E il cassetto dei calzini era ancora peggio. Freddo, buio e caotico. Per trovare due calzini uguali (mica si può dormire coi calzini spaiati) e lunghi abbastanza, dopo aver rovistato invano nell’oscurità, ho dovuto persino accendere la luce. E subito dopo averli indossati (non vi dico con quale faticose manovre per evitare di lasciare il mio caldo giaciglio), ho capito che avrei fatto meglio a prendere dei calzettoni perché, visto che i pantaloni dei pigiami, qualsiasi taglia io li compri, dopo il primo lavaggio diventano corti, la caviglia rimaneva fastidiosamente scoperta.

E comunque i piedi, ciascuno nel suo involucro, freddi erano e freddi sono rimasti. Per tutta la notte. Tant’è che stamattina, quando mi sono svegliata, avevo ancora i piedi freddi, nonostante i calzini. Pure i calzini erano freddi. Per la disperazione non ho nemmeno indugiato nel letto dopo il suono della sveglia, mi sono alzata. E dopo un po’ che girovagavo per casa (rabbrividendo) i piedi si sono riscaldati, senza che nessuno gliel’avesse chiesto, di non essere più freddi. Queste sono le cose che mi fanno proprio venire i nervi.

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