Palmipedone #40 —Morirò storta?—

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C’è chi nasce storto e muore storto, chi nasce dritto e  muore dritto, e, infine ci sono io, che, nata dritta, morirò storta.

Perché io, prima, ero puntuale, affetta da quel morbo (credevo fosse incurabile) che ti fa arrivare agli appuntamenti almeno con venti minuti di anticipo, da spendersi guardando continuamente l’orologio e maledicendo tutti gli altri, che si fanno attendere, che maleducati ma guarda te non c’è più rispetto al giorno d’oggi e manco più le mezze stagioni scusi mi sa dire se è passato l’autobus no signora negli ultimi venti minuti non è passato ah grazie lo sta aspettando anche lei? no io sto aspettando degli amici.. da venti minuti? si signora, da venti minuti eh però che maleducati…sta arrivando l’autobus la saluto arrivederci, arrivederci.

Capisco però che sia difficile rimanere dritti per tutta la vita: basta una spintarella che il tuo baricentro si sposta fuori dalla base e tu, sbam!, nemmeno te ne accorgi che già sei per terra. E quando ti rialzi eccolo là che si è modificato qualcosa nel tuo equilibrio, perché adesso, se ti guardi allo specchio con attenzione, sei storto; pendi (a destra o a sinistra, a seconda dei gusti e dei punti di vista) come il naso di Vitangelo Moscarda. E con il passare del tempo, come se fossi attirato al suolo da una forza misteriosa, la tua stortaggine aumenta. Prima uno, poi cinque, poi dieci, poi venti minuti di ritardo.

Oggi ho deciso che basta, non posso arrivare a trenta, non voglio. Secondo Il mio Psicologo, cito testualmente,  la tendenza ad arrivare in ritardo non dipenderebbe solo dalla disorganizzazione, ma anche da alcune motivazioni psicologiche: il ritardo costante è spesso un atto inconscio di ribellione […] e di protesta (ahaha…no). Un’altra possibile motivazione inconscia del ritardo costante è il desiderio di attirare l’attenzione degli altri: chi arriva in ritardo ad un’occasione importante ha spesso gli occhi di tutti puntati su di sé (eh già! Che bello arrivare tardi in aula quando sono già tutti seduti ed intenti a scrivere, che bello dover far alzare mezza fila per doversi sedere, sì, proprio bello!).

Ma, caro Il Mio Psicologo, a me non interessano le cause del mio male, io voglio guarire! Per cui scorro la pagina fino a leggere i “Consigli per diventare puntuali”:

  • Scrivi tutti gli inconvenienti che la cattiva abitudine di arrivare in ritardo ti ha causato e ti causa (amici furibondi (si) , litigate con fidanzati/e, appuntamenti saltati (si), esami universitari a cui non ti sei presentato (mbè mo’ non esageriamo), problemi sul lavoro). Anche se alla fine riesci a cavartela, il ritardo è una mancanza di rispetto verso gli altri (ma io lo so! Li odio i ritardatari!)[…]
  • Per una settimana cronometra quando tempo ci metti per svolgere le tue attività: prepararti al mattino, andare al lavoro o all’università. Questo ti darà più o meno un’idea realistica di quanto tempo, veramente, ci metti per fare le cose .In genere i ritardatari tendono a sottostimare il tempo che impiegano per svolgere le loro attività. Calcola i tempi con calma , lasciandoti del tempo in più per eventuali imprevisti. Supponiamo, per esempio, che tu ci metta 30 minuti per prepararti al mattino prima di uscire di casa,  per evitare ritardi, calcola invece 45 minuti (Problema: se io ho a disposizione 20 minuti ce ne metto 40, se ne ho a disposizione 40 ci metto un’ora, se ho a disposizione un’ora ne uso la metà per dormire di più e della mezz’ora rimanente uso 45 minuti…questo consiglio è inapplicabile -senza contare che non posso perdere altro tempo a cronometrarmi-).
  • Se arrivi spesso in ritardo al lavoro, prendi l’abitudine di andare a letto presto alla sera (prima di così?!?) la mattina  riuscirai  a svegliarti prima.
  • Impara ad usare un’agenda e considera attentamente i tuoi impegni. Molti ritardatari cronici hanno un’agenda che straripa di impegni e di cose da fare e anche se corrono da una parte all’altra, non riescono mai ad essere  puntuali. Se questo è il tuo caso, cerca di eliminare qualche impegno (1° io non ho impegni, 2° l’agenda sicuramente la perderei).
  • La prossima volta che arrivi in ritardo, non inventare la solita scusa penosa (tanto ormai nessuno ti crede più), invece ammetti di avere un problema di  gestione del tempo e scusati sinceramente.

Cari amici, ho un problema di gestione del tempo (E NON HO CAPITO COME RISOLVERLO). Mi scuso sinceramente.

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  1. Un tempo, non molto lontano, questo “Bianconiglio” era una persona di una puntualità terrificante. Ricordo di essere entrato in classe sempre molto presto..e lei era già li! (Non credo dormisse sotto il banco, ma il dubbio mi ha sfiorato 🙂 ). Sono pronto a giurarlo agli increduli. Comunque se “basta una spintarella e il tuo baricentro si sposta fuori dalla base” allora il problema è risolto: o il sistema è labile, o bisogna diminuire il carico di punta 🙂 !

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