Draft #1

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Scartabellando fra i vecchi file sul mio pc, ho trovato quello che probabilmente voleva essere il primo capitolo di un libro (?). Non mi ricordavo nemmeno di averlo scritto. E, probabilmente, all’epoca avevo appena terminato di leggere un libro del mio amato Baricco, perchè lo stile con il quale tentavo di impressionare me stessa è chiaramente ispirato al suo.

Nice try”, direbbero i diplomatici inglesi…

Blu

I.

Una linea.

Prima di essa il mare.

Dopo di essa il cielo dicevano alcuni; il mare, dicevano altri; il blu coloro che con tale definizione racchiudevano furbescamente il parere dei primi e dei secondi.

Torto e ragione degli uni e degli altri, contemporaneamente.

Una discussione senza uscita, senza inizio e senza fine, come una linea, appunto.

Alla sera, quando i marinai si incontravano per riempire di fumo l’aria e di alcool la bocca, quando sedevano alla locanda per ricordare e dimenticare, quando anche i racconti del vecchio Jones avevano terminato di rievocare pesche miracolose mai avvenute, allora c’era sempre qualcuno che, con un sospiro, sognava, un giorno, di poter toccare l’orizzonte.

Prima di esso il mare.

Dopo di esso il cielo dicevano alcuni; il mare, dicevano altri; il blu coloro che con tale definizione racchiudevano furbescamente il parere dei primi e dei secondi.

Torto e ragione degli uni e degli altri, contemporaneamente.

Una discussione senza uscita, senza inizio e senza fine, come l’orizzonte, appunto.

Sammy era il più giovane. Non era né del parere degli uni, né degli altri. Però ogni sera, ormai da quanti anni non avrebbe saputo dirlo nemmeno lui, sedeva in silenzio e ascoltava. Talvolta un sorriso di scherno compariva su quel viso di ragazzo,  già ispessito dal sole e dal mare. E se gli altri se ne accorgevano e gli chiedevano di schierarsi nella disputa, rispondeva con voce ferma: l’orizzonte non esiste. A quel punto il sorriso si trasferiva per qualche istante sulle bocche degli altri, un sorriso diverso fatto di compassione e tenerezza per quel ragazzo a cui proprio l’orizzonte aveva rubato il padre.

Era partito un mattino di tanto tempo prima con una destinazione speciale: il blu, il blu dopo la linea. Tutti erano in piedi sul molo, lo videro partire, lo videro navigare, lo videro arrivare, lo videro sparire per sempre. La speranza lasciò posto al dolore. Il dolore lasciò il posto ad un monumento commemorativo, sul molo: a colui che fu preso dal blu, la dedica. Dopo una tragedia così sicuramente era scattato qualcosa nella testa del ragazzo, qualcosa che lo faceva sragionare, pensavano. Povero ragazzo. Ma era il figlio di un eroe, e come tale andava trattato con ogni riguardo.

L’orizzonte non esiste. Sorrisi. Silenzi. Qualcuno che diceva, sempre sorridendo bonariamente certo, può essere. Silenzi. Sorrisi.

E poi una discussione senza uscita, senza inizio e senza fine, come l’orizzonte, appunto.

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