Voi altri bloggher con l’acca ché altrimenti mi vien da leggerlo dolce come si legge piogge,
voi bloggher,
ma pure voi altri che scrivete cose che poi rimangono solo vostre,
voi
che lavorate all’uncinetto con le parole e ci ricamate storie, poesie, canzoni,
voi
che i vostri pensieri li acchiappate prima che se la svignino per sempre per organizzarli, per capirli, per capirvi, ché certe cose cominciano ad esistere non nel momento in cui le pensi, ma quando le scrivi,
voi
che usate i due punti anche quando dovete spiegare qualcosa, non solo quando vi servono un paio d’occhi per una faccina sorridente,
insomma, voi
lo rileggete mai quello che avete scritto in passato?
Solo a me fa lo strano effetto di quando riguardo miei vecchi scritti autografi che io stessa faticherei ad attribuirmi se non fosse per il nome vergato sulla seconda di copertina in versioni non ancora stabili della mia calligrafia, prima spigolosa, poi palloccosa, poi fluttuante tra una riga e l’altra, poi fluida, poi essenziale (la versione attuale, forse definitiva, è la 18.0.3)?
Solo io quando mi rileggo dopo nemmeno troppo tempo provo una sensazione di imbarazzo mista a incredulità, quella sensazione che una volta su dieci mi fa dire brava, Ilaria, brava, cinque volte su dieci mi fa dire spàrati, Ilaria, spàrati e le altre quattro non mi fa dire niente perché manco finisco di leggere tanto è l’imbarazzo?
Solo a me succede di non capire una cosa, di riordinare le idee scrivendola, di capirla, di ritrovarmela fra i piedi tempo dopo nella forma scritta di quando stavo disperatamente cercando di elaborarla e, quindi, di sentirmi ridicola adesso che non dico che so come va il mondo, ma quella cosa sì, quella forse l’ho capita e col senno di poi non era poi tanto difficile invece ci sbattevo la testa come una cretina, per di più rendendomi pubblicamente cretina, senza decenza alcuna? (ci va il punto interrogativo perché era partita come domanda, poi si è persa)
Solo a me, se in un momento di follia rileggo ciò che ho scritto e arrivo a cose più vecchie di due, tre settimane, prende un colpo che quasi ci resto secca?
Solo a me?
[Le persone che mi incontrano dopo tanto tempo mi dicono sei sempre uguale. Ma che ne sapete voi, io basta che vado due tre post indietro che, subito, non mi riconosco più]



-E niente. È un periodo un po’ privo di idee, di voglia di fare, privo di emozioni, di sensazioni forti, di novità. Dicesi periodo morto. Che di tanto in tanto ci vuole, per carità, dopo tanto pensare non fa mica male avere la testa leggera come il polistirolo, ci son stati periodi in cui, pur di provare questa sensazione, avrei venduto l’anima a Satana, oppure a Moira Orfei. Allora dicevo veniteveli a prendere questi pensieri che mi soffocano, ve le regalo queste ansie che mi annegano, questa insicurezza che mi paralizza; non è bello avere la sensazione di non riuscire a gestire se stessi, di galleggiare sulla propria anima in tempesta, di imbarcarne in gran quantità, di affondarvi fino al collo, inerme, senza lottare per venirne fuori, e intanto pensare, che non sarà mica un caso che se si toglie una n diventa pesare, e, pesando, affondare. Affondavo, qualche tempo fa, ostinandomi a credere che la salvezza fosse proprio lì dove io avevo deciso dovesse trovarsi, oppure, al massimo, che venisse da un Dio che non lo so se c’è. Si dice aiutati che Dio t’aiuta, e infatti. Ora fluttuo. Vedo le idee passare, sono lontane, le lascio correre. Sono temporaneamente svuotata, come una libreria che attende di essere nuovamente riempita, con ordine, con criterio, qualunque esso sia, anche quello del caos…Vabbè.